Provincia autonoma di Trento

Acqua e stili di vita, il focus dell'Istituto Buonarroti per il Trentino 2040

Continua il processo partecipativo nelle scuole secondarie superiori
La Strategia provinciale di Sviluppo Sostenibile si avvale della partecipazione delle componenti della società civile: degli studenti della scuola secondaria superiore di II° grado, degli universitari e, dal mese di marzo, dei cittadini, e di tutti gli altri stakeholders. Stamane sono stati gli studenti all'Istituto Buonarroti di Trento gli attori del processo partecipativo concentrato sui due degli obiettivi prioritari per la Provincia autonoma: stili di vita e acqua. Ad illustrare brevemente il contesto dell'Agenda 2030 e la metodologia 'Tre orizzonti' di cui si avvale il processo partecipativo, Rocco Scolozzi formatore, ecologo, Paola Delrio dell'Umse strategia sviluppo sostenibile 2030 guidata da Claudio Ferrari e il dirigente medico Pirous Fateh Moghadam del dipartimento salute

L'Istituto tecnico, tecnologico Buonarroti di Trento ha la responsabilità di formare studentesse e studenti per gli ambiti: Meccanica Meccatronica ed Energia, Chimica Materiali e Biotecnologie, Elettrotecnica e Elettronica, Informatica e Telecomunicazioni, Costruzione Ambiente e Territorio, tutti settori in cui l'approccio sostenibile è di fondamentale importanza. "E' per questo - come sottolinea la dirigente scolastica Laura Zoller - che le iniziative, i progetti e le collaborazioni con imprese e enti sui temi della sostenibilità non solo sono i benvenuti ma sono, spesso, sollecitati dagli studenti". Dunque, stamane, quando i ragazzi hanno cominciato ad occuparsi dei due dei dieci obiettivi prioritari della Strategia provinciale di Sviluppo Sostenibile - acqua e stili di vita - il loro atteggiamento era molto costruttivo e si percepiva la voglia di esserci, di poter comunicare il proprio punto di vista.

Una partecipazione che si avvale del metodo 'Tre orizzonti', vale a dire esercitazioni di futuro, o meglio di tipi diversi di futuro - possibile, plausibile, probabile, preferibile - . Una metodologia che viene usata ormai da alcuni anni con risultati importanti. Applicata in diversi contesti, scuole, aziende, servizi pubblici e privati, ha già contribuito, per esempio, a ridisegnare la riforma sanitaria della Scozia e del nuovo sistema educativo.

Ricordiamo che i partner della Provincia autonoma rispetto al tema del Trentino Sostenibile del 2040 sono il MuSe, l'Università e, in particolare il dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale con la Cattedra UNESCO per i Sistemi Anticipanti affidata al professor Roberto Poli (da qui il metodo dei 'Tre orizzonti'). Oggi, oltre a Rocco Scolozzi, c'era anche Giulio Cremona, Rapporteur per l'Università degli studi di Trento.

Le ragazze e i ragazzi dell'Istituto Buonarroti hanno immaginato il Trentino del 2040 evidenziando l'importanza dell'informazione e sensibilizzazione corretta sugli stili di vita. Tra gli stili di vita negativi hanno sottolineato la consegna a domicilio e il consumo di troppa acqua nell'ambito turistico. Fra gli scenari ipotizzati per il Trentino del 2040, un ospedale Santa Chiara avanzatissimo dove non ci sono auto ma tanti alberi. Una città, Trento, pianificata per la mobilità alternativa, auto, biciclette monopattini e mezzi pubblici non inquinanti e un comitato che si riunisce una volta al mese per sudiare quale azioni mettere in campo contro l'inquinamento. Ipotizzati anche sistemi di irrigazione tecnologici per poter risparmiare acqua e tante altre azioni significative per meno disuguaglianze in ambito di salute. (vedere, in allegato, - foto - la giornata tipo di Mario, trentino del 2040)

Immagini e interviste a cura dell'Ufficio Stampa

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