Provincia autonoma di Trento

Partnership

Le proposte per la PARTNERSHIP

Valorizzare la Partnership nell’ambito della Strategia provinciale – SproSS significa promuovere la coesione sociale, avvicinare centri e periferie, rafforzare la solidarietà e la partecipazione, e valorizzare la cooperazione tra i diversi attori dello sviluppo come strumento di resilienza e di continuo adattamento della comunità e del territorio di fronte alle sfide globali della sostenibilità. 

La Partnership identifica un approccio, attraverso il quale si possono perseguire con efficacia gli obiettivi di sostenibilità. La Partnership, dunque, è un’area trasversale, a supporto dell’intero impianto degli obiettivi. Ecco le proposte elaborate da un ampio   gruppo di lavoro .  

STRATEGIE DI SOSTENIBILITÀ AL 2030

Le proposte concrete da attuare entro il 2030 per rendere possibile il 2040 immaginato

 Nel corso dei prossimi dieci anni occorre:

1. Innovare i modelli formativi:

  • riformando i curricula scolastici (piani di studio provinciali) e l’offerta formativa per gli insegnanti, promuovendo modelli cooperativi e il lavoro sulle competenze di cittadinanza globale, coinvolgendo es. IPRASE, Centro Cooperazione Internazionale (CCI), Centro Servizi Volontariato (CSV), UNITN, Centro di studi interdisciplinare di Genere-UNITN, Erickson, Docenti senza Frontiere;
  • promuovendo esperienze di tirocinio e stage nelle organizzazioni di volontariato, nella cooperazione internazionale allo sviluppo e nel mondo produttivo con una certificazione delle competenze acquisite, coinvolgendo Dipartimento della conoscenza-PAT, l’Agenzia per la Famiglia-PAT, la Fondazione De Marchi, il Centro Cooperazione Internazionale e l’Ufficio cooperazione allo sviluppo-PAT.

2. Aumentare le competenze in progettazione e gestione delle partnership (anche nell’ambito di bandi finanziati da terzi):

  •  dei funzionari provinciali - con il supporto di TSM;
  •  del personale e dei volontari delle associazioni e delle organizzazioni di categoria con un’offerta formativa coordinata tra diversi soggetti erogatori come CSV, TSM, CCI.

3. Innovare il ruolo delle Amministrazioni pubbliche nella promozione della partnership, passando da un ruolo di determinazione e controllo a quello di accompagnamento e/o facilitazione, anche con il fine di stimolare iniziative di innovazione/sperimentazione socio-economica (es.: “concorsi di idee”, piuttosto che bandi che “predeterminano” modalità operative).

4. Innovare il sistema dei processi partecipativi (L.P. 16 giugno 2006, n. 3) a sostegno di una pianificazione strategica di lungo periodo delle istituzioni pubbliche, orientata alla misurazione dei cambiamenti prodotti nel medio-lungo periodo (Theory of Change), con strumenti mutuati dalle istituzioni europee (es. consultazioni, discussioni pubbliche sugli esiti di un monitoraggio delle politiche effettuato con cadenza regolare, “giurie popolari”).

5. Attivare un “Forum sulle Disuguaglianze e Diversità” in Trentino per costruire una visione comune di cambiamento tra i soggetti pubblici e privati coinvolti, con indicatori di monitoraggio e valutazione dell'impatto.

6. Incentivare le pratiche di responsabilità sociale delle imprese pubbliche e private che coinvolgano il settore sociale e il volontariato (partnership volontariato-impresa), rafforzando le pratiche di volontariato d’impresa (es. cessione di ore da parte di imprese e professionisti alle associazioni, valorizzazione del volontariato svolto da personale dipendente), declinando il partenariato profit-no profit con incentivi per le imprese che decidono di internazionalizzare nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale.

7. Mantenere e sostenere i poli industriali specializzati e i sistemi produttivi localmente integrati favorendo aggregazioni tra soggetti, valorizzando la capacità di innovazione del modello cooperativo, (es: attività produttive che favoriscono integrazione dei migranti; cooperative di consumo/multiservizi; casse rurali che sostengono sviluppo locale etc.), incentivando l’utilizzo di strumenti giuridici e politiche che facilitano la collaborazione tra soggetti produttivi (es. contratto di rete, distretto di economia solidale, ecc.), consolidando i KIBS (Knowledge Intensive Business Services) per sviluppare una rete integrata.

8. Sostenere con politiche e fondi per la creazione di competenze di sviluppo di partnership internazionali e la partecipazione a progetti europei ed internazionali, come strumento di apprendimento, ricerca e sperimentazione, contaminazione tra diverse organizzazioni (es. Università, Imprese, FTCOOP, associazioni di categoria, CCI, CSV, FBK, FEM, Fondazione Caritro).

9. Attivare un tavolo a livello GECT-Euregio sulla cooperazione internazionale come “sistema”, condividendo risorse e competenze delle associazioni dei tre territori e delle loro controparti nel mondo, con il fine di: promuovere le relazioni internazionali (di qualità), approfondire relazioni fra la cooperazione internazionale e altri settori, scambiare competenze e pratiche, costruire sinergie tra organizzazioni dei tre territori che lavorano nello stesso Paese e/o nello stesso settore; partecipare a bandi nazionali e/o internazionali.

10. Potenziare le politiche di cooperazione transfrontaliera sia con il GECT-EUREGIO che con la Regione Adriatico-Ionica, i cui obiettivi di cooperazione sono coerenti con l’Agenda 2030.

11. Investire in connettività e sviluppo tecnologico come strumenti a supporto della partnership, promuovendo lo sviluppo e il miglioramento delle connessioni, sfruttando - attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale - le potenzialità dei dati aperti e della cultura del dato di qualità come possibile strumento utile alla pianificazione partecipata.

12. Collegare la promozione del partenariato locale a quanto definito dall’obiettivo di sviluppo sostenibile 17 dell’Agenda 2030: “Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”.

La scheda completa della PARTNERSHIP

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